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Piena sinergia tra Regione e Ministero della Salute per l’auspicata fine dell’embargo dovuto alla peste suina africana. Parola d’ordine “zonizzazione”.
E’ arrivata nei giorni scorsi negli uffici di Presidenza della Regione Sardegna la lettera della Ministra della Salute Giulia Grillo che conferma una piena convergenza di obiettivi in tema di PSA. La lettera arriva in risposta a quella inviata il 16 ottobre dal presidente Francesco Pigliaru, in cui veniva richiesto l’impegno della Ministra nei confronti della Commissione europea per la fine del blocco all’esportazione di carne di maiale dall’Isola. 

“C’è piena sinergia in materia di peste suina africana tra Regione e Ministero, - è il commento del Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Alberto Laddomada - sinergia che si spera possa presto portare alla ripresa del settore delle carni e dei prodotti di salumeria della Sardegna. E pensare che solo pochi anni fa il Ministero della Salute stava per “commissariare” la Regione  per via delle sue  numerose inadempienze in proposito”. 

“Esprimo soddisfazione per il sostegno all’azione della Regione Sardegna e per la disponibilità a collaborare manifestata dalla Ministra Grillo". Così il presidente Francesco Pigliaru, che ha aggiunto: "Sappiamo di essere sulla strada giusta nell'eradicazione di una malattia che per troppi anni ha tenuto in ostaggio un comparto e un’intera Isola. Oggi abbiamo raggiunto risultati importanti che, in sinergia con le istituzioni nazionali e quindi europee, potrebbero permettere alla Sardegna di liberarsi da questo embargo così fortemente dannoso. Sconfiggere la PSA porterebbe a uno sviluppo nuovo dell’intero settore suinicolo, e per le zone interne potrebbe essere uno dei migliori antidoti allo spopolamento”. 

La proposta della Sardegna all’Europa è un “embargo selettivo” per liberare le aziende suinicole dai vincoli della PSA.  Il capo dell’Unità di Progetto contro la Peste Suina Africana, Alessandro De Martini: “Ciò che il Presidente chiede è una “zonizzazione, ovvero tenere presente la distinzione tra “zone rosse”, dove la PSA non è stata ancora debellata e nelle quale lasciare anche le restrizioni più severe, dalle “zone bianche” in cui è residua o occasionale, permettendo alle aziende di quest’area di lavorare in maniera normale. Sarebbe un incoraggiamento a chi investe seriamente in questo settore





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