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Ricerca dell’Istituto Zooprofilattico sulla Bluetongue pubblicata dal prestigioso “Journal of virology”
Lo studio suggerisce che l'infertilità maschile causata da virus degli insetti nei mammiferi, è forse più comune di quanto sinora si è pensato.

L’autorevole rivista scientifica americana “Journal of Virology” ha pubblicato fra gli spotlight - articoli di particolare interesse - i risultati di una recente ricerca sul virus della Bluetongue condotta dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. 
Del team, guidato dall’Istituto, fanno parte anche il  Centre for Virus Research della MRC–University di Glasgow, il centro di referenza per la Bluetongue dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, il Dipartimento per la Ricerca nelle Produzioni Animali dell’Ente della Regione Sardegna AGRIS.

Fino ad oggi non erano del tutto noti gli effetti dei virus trasmessi da alcuni insetti – i cosi detti arbovirus - sul tratto riproduttivo maschile degli animali e degli uomini infettati. 
Di recente, la scoperta in Brasile che uno di questi arbovirus, denominato Zika virus, provochi non solo microcefalia nel feto delle donne in gravidanza, una volta che si infettano, ma anche disturbi a carico dell’apparato riproduttore maschile, ha aumentato notevolmente l’interesse dei ricercatori verso questo tipo di patologie provocate dagli arbovirus. Tuttavia, nonostante,  i numerosi studi effettuati dopo l’epidemia del virus Zika in Brasile ed in altri paesi del continente Americano, molti aspetti dell’azione patogena di questi virus negli organi sessuali maschili rimangono da chiarire. 
Per spiegare questi aspetti legati all’infezione da arbovirus, gli autori in questo studio hanno utilizzato il virus della bluetongue degli ovini, - più precisamente il sierotipo 1 - trasmesso appunto da insetti, scoprendo che esso causa una degenerazione dei testicoli con conseguente  grave infertilità. Dopo aver osservato questo fenomeno in condizioni naturali, gli autori lo hanno riprodotto sperimentalmente riuscendo a chiarire alcuni meccanismi di azione del virus. 
A questo proposito nello studio si è osservato che BTV, replicandosi  nella parete dei vasi ematici del testicolo degli arieti, produce una reazione che si ripercuote sulla possibilità di sintetizzare testosterone nel testicolo e quindi interrompendo la formazione degli spermatozoi, con conseguente infertilità. I dati sperimentali suggeriscono anche che tale infertilità può essere temporanea o permanente, in dipendenza del ceppo virale utilizzato. 
Considerato che l’infertilità si è osservata anche negli arieti con sintomi clinici di bluetongue, lo studio suggerisce che l'infertilità maschile causata da arbovirus nei mammiferi è forse più comune di quanto sinora si è pensato.  
In termini più generali, queste conoscenze suggeriscono che gli esperimenti effettuati sugli arieti tramite l’utilizzo di BTV rappresentano un valido modello sperimentale al fine di  capire meglio come alcuni arbovirus possono causare infertilità nell’uomo.    




Guarda l'intervista al Dr. Davide Pintus




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